Avvocato Spagna - Titolispagna

Avvocato in Spagna

La “via spagnola” è diventata così difficile con l’introduzione del Master obbligatorio ?

Assolutamente NO : il percorso si è solo “allungato” da un lato (18 mesi circa) e reso più interessante e formativo dall’altro appunto. Avrai la possibilità di approfondire molte materie di nicchia come il Diritto d’impresa o della Concorrenza che sono ormai fondamentali sul mercato del lavoro per avere più chance di carriera e di guadagno senza dimenticare, comunque, che tutte le prove del percorso sono a risposta multipla (TEST).

 Quale è la percentuale dei promossi con la “via spagnola” ?

A differenza del percorso italiano la percentuale di abilitati alla professione in Spagna rasenta, anche col Master e l’esame finale, il 95% ….. e questi sono dati aggiornati. Considera che in Italia, invece, arriveremo con la piena operatività del nuovo esame di Stato dal 2017 (senza codici commentati e con 7 materie all’orale) realisticamente a percentuali prossime al 10%.

– É necessario un alto livello di conoscenza dello spagnolo ?
Si richiede semplicemente il raggiungimento del livello B1 ossia medio-basso (comprensione e scrittura almeno sufficienti) che verrà verificato direttamente da UNIR o dovrà essere prodotto documentalmente in base ai titoli linguistici riconosciuti (il DELE dell’istituto Cervantes).

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– In quanto tempo si conclude l’intero percorso tra certificazione linguistica, riconoscimento della laurea italiana e “Master” ?
La durata complessiva è, con la nuova normativa pienamente operativa e radicalmente mutata rispetto al passato, di circa 18 mesi : la nostra assistenza è ora più che mai assolutamente ESSENZIALE sia per comprimere al massimo la tempistica (che si può dilatare al minimo errore burocratico o di preparazione) che per aumentare esponenzialmente le percentuali di conseguimento del titolo grazie alla nostra enorme esperienza maturata dal 2008 ad oggi.

– Che esami si debbono affrontare per ottenere il riconoscimento della laurea italiana ed il “Master en Abogacía” ?    

Si tratta sempre e comunque di semplici esami a TEST (a risposta multipla) : nulla di paragonabile, dunque, col livello sempre più elevato richiesto dall’esame di Stato italiano …

– Chi mi fornisce i testi ed i supporti didattici su cui preparare gli esami ?
Tutta la didattica del “Master” e del riconoscimento della laurea italiana (nel “Grado en Derecho”)  è curata giustamente da UNIR che è leader assoluto in Spagna tra le università telematiche …. mentre per quel che concerne la “certificazione linguistica B1” previa all’intero iter professionale ed accademico potete contare su tutto il materiale di Titolispagna e sull’esclusivo servizio di monitoraggio delle sessioni ordinarie/straordinarie dell’esame di spagnolo “DELE” per quanto riguarda sia le date che i centri più vicini a voi dove sostenerlo.

– Ci sono costi ulteriori e/o occulti rispetto all’ offerta di Titolispagna ?
No, niente sorprese : la trasparenza assoluta è la nostra filosofia.
Naturalmente saranno a tuo carico i costi del “Master en Abogacía” e del riconoscimento della laurea italiana presso UNIR.

– È veramente così facile ottenere il titolo professionale di avvocato in Spagna ?
Sì, rispetto a quanto non lo sia in Italia ….. ma bisogna affidarsi solo a Team di veri professionisti sul mercato da almeno 5 anni (noi ci siamo dal 2008) e non ad agenzie improvvisate con nomi roboanti che finiscono, inevitabilmente, nelle grandi inchieste di quotidiani e televisioni (si veda il blocco totale dei titoli falsi provenienti dalla Romania solo nel 2013) o, ancor peggio, dell’ Autorità Giudiziaria.

– E’ vero che l’ Italia non riconosce il titolo ottenuto in questa maniera ?
La massiccia Giurisprudenza interna e comunitaria è intervenuta dal 2010 in avanti solamente a ratificare il disposto già chiarissimo della Direttiva Comunitaria 98/5/CE e del Dlgs 96/2001  :  la sentenza KOLLER della Corte di Giustizia (2010), la Cassazione a Sezioni Unite (28340/2011)  e, di nuovo, la recentissima TORRESI (2014) sempre della Corte di Giustizia Ue hanno ribadito che l’Ordine italiano non può frapporre alcun ostacolo all’esercizio del diritto di stabilimento sulla base di valutazioni arbitrarie non consentite dalla normativa.

 

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